Fotografia di di Enzo Zogno
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Quando la progettazione incontra la norma: il valore strategico dell’urban planning

DVArea · 24 Novembre 2025

Ogni progetto architettonico nasce da un’esigenza, ma cresce dentro un quadro di regole, vincoli e interpretazioni. Saperle leggere e gestire in modo proattivo fa la differenza tra un progetto possibile e uno realizzabile. 

Dopo avervi raccontato del percorso in atto verso la certificazione B Corp, approfondiamo con Enzo Zogno come il ruolo dell’urban planning & building permits all’interno di DVArea sia strategico per dare solidità e valore ai processi di progettazione.

 

Ciao Enzo, partiamo dal tuo percorso professionale. Come sei arrivato a occuparti di urbanistica e normative edilizie, e quali esperienze ritieni siano state decisive per la tua crescita in questo ambito?

La prima esperienza lavorativa stabile con la quale mi sono misurato è stato in una pubblica amministrazione e lì, nel lontano 2007, ho approcciato il vasto mondo dell’urbanistica e delle normative. Sono stato sia vice-responsabile che responsabile dell’Ufficio Tecnico di comuni di una certa strategicità geografica e politica, e queste esperienze mi hanno sicuramente segnato ma anche insegnato tanto.
Sicuramente 13 anni di esperienza nel pubblico pesano, soprattutto per capire e gestire dinamiche e percorsi degli atti amministrativi: un progetto, quando arriva sui tavoli del comune e degli altri vari enti, segue tutta un’altra via ed un altro percorso rispetto ai processi che portano al compimento della fase progettuale.

 

Cosa ti ha spinto a fare il passaggio dal settore pubblico a quello privato, e come questa esperienza precedente influenza oggi il tuo modo di lavorare?

Penso che arrivi un momento, nella vita di chiunque, dove ci si debba porre la domanda se quello che stiamo facendo ci piaccia veramente, e se ci stimoli ancora a livello professionale. Perdipiù, credo che il lavoro nella Pubblica Amministrazione segua una certa vocazione, e può capitare che la stessa si perda. Semplicemente, soprattutto dopo il covid ed il periodo complicato che tutti ricordiamo, ho rimesso in discussione tanti aspetti della mia vita professionale e ho pensato che potesse essere il momento opportuno per esplorare il mondo da quest’altra parte della barricata.

 

Enzo Zogno e altri membri del team DVArea in un momento di confronto durante una riunione

 

In DVArea hai il ruolo di “Head of Urban Planning & Building Permits”. In cosa consiste e qual è il tuo contributo all’interno dei progetti che seguiamo?

Il ruolo ritagliato per me in DVArea è quello di presidio tecnico-legale circa la fattibilità dei progetti, in termini di applicazione ed interpretazione della normativa, che non sempre si presenta come chiara ed eloquente, ma anche in termini di rapporti con gli enti. La mia figura viene coinvolta già dalle prime fasi dello sviluppo progettuale, proprio per guidare e verificare che i progetti rispettino le normative statali, regionali e comunali.

 

In un contesto normativo così dinamico, quanto conta non solo restare aggiornati ma anche saper interpretare le norme?

In Italia ci sono almeno due aspetti da considerare, in termini legislativi: uno è sicuramente legato alla loro interpretazione, non tanto della normativa in sé, quanto il combinato disposto di diverse normative, anche sovrapposte tra loro in termini di argomenti trattati. Il secondo aspetto meritevole di considerazione è la certezza delle fonti, ossia il riuscire a identificare (e talvolta a reperire) il corretto testo di interesse.

 

Come traduci queste novità in opportunità concrete per i nostri clienti?

L’esperienza anche pregressa mi aiuta ad avere una visione trasversale delle tematiche legislative e delle esigenze dei nostri clienti. L’obiettivo è quello di presentare un titolo edilizio completo e coerente, anche per quegli eventuali aspetti normativi peculiari, che possibilmente sono stati sviscerati in sede preliminare con i relativi funzionari al fine di dirimere l’aleatorietà di interpretazioni contrastanti. Dopodiché, credo che le richieste di integrazioni esistano ed esisteranno sempre e comunque, ma riuscire a costruire un rapporto di fiducia con i referenti  degli enti si rivela alla fine importante e strategico.

 

Enzo Zogno mentre lavora in ufficio davanti al computer

 

Quali sono le tipologie di commesse o progetti in cui il tuo intervento diventa particolarmente strategico?

Sicuramente credo di esser utile quando si tratta di “disegnare su un foglio bianco”, proprio per fissare i paletti della progettazione preliminare, piuttosto che ovunque si crei l’esigenza di ingaggiare un ente per una qualsivoglia procedura. Il mio contributo concreto arriva poi nella produzione di elaborati descrittivi, studi di fattibilità, tabelle e schede preliminari.

 

Quali sono, secondo te, le sfide più interessanti che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni?

Siamo in un periodo in cui le Regioni, sotto la regia del Governo, stanno promulgando i regolamenti edilizi tipo di cui i comuni dovranno dotarsi. È un aspetto che sicuramente migliora il contesto entro il quale dovremo muoverci, come professionisti, rendendo più o meno omogeneo il panorama in termini di definizione dei parametri edilizio-urbanistici. Dopodiché, la sfida principale, che già stiamo affrontando, è sicuramente quella della rigenerazione ambientale e del recupero del costruito, in luogo delle nuove costruzioni con conseguente consumo di suolo vergine.

 

Dettaglio di una macchina da scrivere Olivetti d’epoca, fotografata su sfondo bianco.

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