Strutture: il valore di esserci fin dalla fase iniziale
DVArea · 26 Febbraio 2026
DVS è il dipartimento di DVArea che si occupa di strutture civili tramite strumenti avanzati di modellazione, analisi dei dati e ottimizzazione parametrica. Con Paolo Adda, ingegnere, Partner di DVArea e Director DVS abbiamo esplorato il ruolo della progettazione strutturale: dall’importanza di integrarla fin dall’inizio, agli strumenti che stanno ridefinendo il processo progettuale.
Paolo, ci racconti chi sei e qual è stato il tuo percorso professionale prima di approdare in DVArea?
Veneto di origine, milanese di adozione, da quasi due anni sono pendolare sull’asse Brescia-Milano. Ho cominciato a fare l’ingegnere strutturista nel 2013 in uno studio di Vicenza che si occupa principalmente di infrastrutture. Lì ho fatto gavetta fino a quando, a fine 2015, lo stesso studio mi ha proposto di andare in Brasile a seguire l’apertura di un ufficio a Rio de Janeiro che avrebbe seguito il mercato sudamericano. Nel 2018, dopo aver concluso la mia esperienza brasiliana con la progettazione dell’Alça de ligação di Rio de Janeiro, mi sono unito ad uno studio di progettazione strutture di Milano passando dal mondo delle infrastrutture al mondo della progettazione civile e all’interfaccia diretta con il mondo della progettazione integrata. Nel 2024 poi è arrivata la chiamata di DVArea.
Dopo anni di esperienza all’estero in contesti internazionali, cosa ti ha convinto che il nostro gruppo fosse il contesto giusto per il prossimo passo della tua carriera?
Fin dai primi colloqui mi ha fortemente impressionato l’energia e la voglia di fare delle persone di DVArea. Non capita tutti i giorni di trovare sei architetti che abbiano la sfrontatezza di investire in un dipartimento di ingegneria. Inoltre, sono convinto che un gruppo multidisciplinare come questo sia l’ambiente ideale dove poter sviluppare una progettazione integrata che è quello che il mercato attuale richiede.

A distanza di più di un anno dal tuo ingresso, dove le tue aspettative hanno trovato riscontro e dove invece hai incontrato sfide inattese o aspetti da migliorare?
Mi hanno impressionato la fiducia che sento e la continua evoluzione del gruppo. Così come sono molto soddisfatto del team di DVS, di chi c’era già ed è rimasto e di chi si è unito in questi, quasi, due anni e si impegna ogni giorno per dare il proprio apporto allo sviluppo del gruppo. La sfida è trovare le figure giuste da inserire all’interno del team e poter fare in modo che un dipartimento giovane come il nostro possa tenere il passo di un gruppo che è sul mercato da oltre 10 anni.
Come hai impostato il team del dipartimento strutture e secondo quali criteri hai scelto di organizzare le competenze?
L’impostazione del team deve partire dalle qualità individuali di ognuno dei componenti di DVS. In un mondo che punta sempre più alla digitalizzazione e all’automatizzazione dei processi è importante non dimenticare che il lavoro dell’ingegnere è pur sempre un lavoro artigianale che si basa sulla passione e sulla qualità dell’operato di ogni componente del team. Ciò che cerchiamo in fase di selezione sono figure che abbiano voglia di mettersi in gioco in una società giovane, nata all’interno di un gruppo forte che permette di affrontare lavori di alto livello e, allo stesso tempo, consente anche ai più giovani di dare il proprio contributo all’interno della società.
Qual è concretamente l’apporto del dipartimento strutture nel processo di progettazione integrata? In che fase vi inserite e come dialogate con le altre discipline?
Il principale vantaggio della progettazione integrata è avere a bordo tutte le discipline fin dalle prime fasi del progetto, anche semplicemente per uno scambio di idee davanti ad un caffè. Entrare nel progetto fin da principio orientando le scelte verso le soluzioni più sostenibili dal punto di vista tecnico ed economico è un vantaggio che i clienti di DVArea richiedono ed apprezzano.

Puoi farci un esempio concreto di un progetto in cui l’integrazione tra strutture e altre discipline ha fatto davvero la differenza nel risultato finale?
La differenza la fanno i progetti che arrivano alla consegna senza grandi stravolgimenti e difficoltà e rispettando le stime economiche fatte a inizio progetto. Mi viene in mente la nuova caserma di Livigno, per cui abbiamo consegnato un progetto esecutivo poche settimane fa rispettando il budget, potrei pensare ad un hotel a Lecco per cui siamo riusciti a sviluppare la progettazione definitiva rispondente alle richieste del cliente nonostante la complessità di operare su un edificio esistente. Ce ne sarebbero molti da citare e sono sicuro ce ne saranno moltissimi altri in futuro.
L’innovazione è un principio cardine di DVArea. Come DVS declina questo concetto nella pratica quotidiana?
Il processo della progettazione strutturale, per quanto spesso non sia evidente all’osservatore esterno, è particolarmente complesso e macchinoso soprattutto in progetti che subiscono modifiche durante le varie fasi. L’innovazione deve puntare a dare all’ingegnere gli strumenti per automatizzare le parti più ripetitive del processo di progettazione velocizzandolo. Parallelamente è fondamentale avere strumenti di controllo che permettano ad una società in crescita di mantenere una costante verifica della qualità.
Quali strumenti, tecnologie o metodologie innovative state adottando o sperimentando per elevare la qualità della vostra progettazione?
Parlare di BIM ormai non fa più notizia. Stiamo lavorando per sviluppare con il nostro team interno plug-in dei software che usiamo abitualmente nella progettazione che ci consentano di avere una maggiore interoperabilità tra il mondo BIM ed il mondo del calcolo FEM e, parallelamente, che ci consentano il controllo dei costi delle opere strutturali fin dalle fasi preliminari della progettazione.
Secondo la tua esperienza, quali sono le sfide più rilevanti che la progettazione strutturale dovrà affrontare nei prossimi anni e come vi state preparando?
La sfida principale sarà garantire sempre la qualità e l’attenzione ai dettagli nella progettazione pur aumentando il numero di progetti ogni anno. Uno degli obbiettivi del nostro dipartimento sarà riuscire ad imporsi come una realtà affermata nella progettazione strutturale non solo sul mercato italiano, ma affacciandosi anche su mercati esteri.
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