Le piramidi di Giza e il digitale, dove tutto ebbe inizio
Grand Egyptian Museum, Il Cairo
Il primo novembre 2025 il Grand Egyptian Museum aprirà finalmente le sue porte con una cerimonia solenne, attesa da anni, che vedrà arrivare a Il Cairo personalità da tutto il mondo. Per DVArea è motivo di grande orgoglio sapere di aver contribuito alla realizzazione di un’opera di tale portata e rilevanza culturale, destinata a custodire testimonianze di oltre 3000 anni di storia.
La nostra esperienza con il GEM rappresenta un punto di svolta. In un momento storico complesso per gli architetti, quando il settore edilizio era ancora segnato dalla crisi, siamo stati chiamati a collaborare alla progettazione costruttiva delle facciate del museo. Per la prima volta ci siamo confrontati con un articolato protocollo BIM, che prevedeva l’uso di Revit, mentre il nostro team era abituato ad Archicad. La sfida dell’interscambio dei modelli è stata l’occasione per sperimentare concretamente le potenzialità della progettazione parametrica, comprendendo come l’informazione potesse diventare parte integrante del modello tridimensionale.
Da quest’esperienza è nata la consapevolezza che avrebbe dato vita a DVArea: la convinzione che il futuro dell’architettura passasse da un nuovo approccio digitale, già affermato in contesti internazionali, ma allora ancora agli albori in Italia. Nel 2015, quando siamo diventati una realtà autonoma, abbiamo scelto di portare avanti questa visione e di condividerla con tutta la filiera delle costruzioni, dalle imprese ai privati, dagli investitori agli operatori pubblici.
Oggi, alla vigilia dell’inaugurazione del più grande museo archeologico del mondo, possiamo guardare indietro con orgoglio: la nostra storia è iniziata proprio qui, con un progetto che unisce l’innovazione digitale alla memoria millenaria delle civiltà che ha dato forma alle piramidi di Giza.
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ELEMENTI PARAMETRICI REPLICATI
“Il BIM applicato ad uno dei cantieri più iconici al mondo. Era il 2013 quando per la prima volta entrammo in cantiere, che emozione lavorare sotto lo sguardo vigile delle Piramidi di Giza.”

