Processi dinamici: così rispondiamo a un mondo che cambia velocemente
DVArea · 12 Gennaio 2026
Sofia Vicari è COO e responsabile del sistema di gestione per la qualità. Con lei abbiamo approfondito quanto è importante creare team di lavoro eterogenei che tengano conto delle specificità delle singole persone e discusso della necessità di implementare processi dinamici e adattabili, in grado di rispondere tempestivamente sia alle evoluzioni del mercato che alle richieste dei clienti.
Ciao Sofia, raccontaci come sei arrivata al ruolo COO & RSGQ di DVArea. Qual è stato il tuo percorso professionale e quali competenze chiave che hai sviluppato nel tempo si sono rivelate più preziose per il ruolo che ricopri oggi?
Ho lavorato per oltre 20 nel mondo delle imprese di costruzione. Sono entrata in azienda durante gli ultimi anni di università come disegnatrice a supporto dell’ufficio tecnico e ne sono rimasta affascinata. Da lì ho iniziato un percorso che mi ha portata a conoscere le dinamiche degli “organi vitali” che garantiscono la sopravvivenza e la crescita di un’azienda. La mia laurea tecnica mi ha fornito una base solida su cui fondare le mie competenze, ma sono stati soprattutto il campo, la curiosità e la guida di responsabili illuminati a permettermi di spaziare in diversi ambiti, dal commerciale fino all’amministrazione, acquisendo competenze gestionali trasversali e una naturale propensione a fare da ponte tra l’ambito tecnico e l’ambito amministrativo. Un ruolo determinante per la mia crescita l’ha avuto l’approfondimento delle norme UNI sui Sistemi di Gestione Qualità: nel 1997 ho conseguito la mia prima certificazione come Responsabile del Sistema Qualità, entrando in contatto diretto con i meccanismi organizzativi e i processi aziendali. Questo mi ha portata a sviluppare un forte orientamento all’ottimizzazione e al miglioramento continuo.
Sono approdata in DVArea nel 2023 quando, in virtù della forte crescita conseguita, la Direzione ha sentito la necessità di un controllo operativo e gestionale più strutturato.
Qual è stata la tua percezione del mondo DVArea quando sei arrivata?
All’inizio ho impiegato un po’ di tempo a comprendere il “cosmo DVArea”: un organismo in continua evoluzione, ricco di stimoli, idee, energie e visioni che devono essere canalizzate e trasformate in processi concreti.
L’ambiente è giovane, eterogeneo e dinamico: ognuno è libero di esprimersi e trovare il proprio spazio. È un luogo dove l’innovazione è naturale e dove le persone vengono prima dei ruoli.

Cosa significa concretamente essere Direttore di produzione nella nostra azienda? Quali sono le tue responsabilità principali?
Come Direttore di produzione supervisiono le attività operative e la gestione interna delle risorse, garantendo che la produzione sia efficiente. Perché questo accada è fondamentale che ogni persona ricopra un ruolo coerente con le proprie competenze ed inclinazioni, e che possa lavorare con serenità, entusiasmo e senso di appartenenza.
Mantenere questo equilibrio è la sfida più complessa, soprattutto quando le dimensioni della società crescono e la struttura si fa più articolata.
Gestisci un team di oltre 150 persone con competenze molto diverse. Come organizzi il lavoro quotidiano e come assegni le commesse ai vari team?
L’organizzazione è suddivisa in 3 aree di business: design, construction e consulting. All’interno di ogni area trovano spazio le diverse attitudini e le competenze dei collaboratori. Ciascuna area è strutturata in team eterogenei per seniority e responsabilità, favorendo il confronto e la crescita. L’assegnazione delle commesse avviene valutando attentamente la struttura dei gruppi, i carichi di lavoro già in essere e le competenze richieste dal progetto, così da garantire equilibrio, qualità e tempestività.
Con un team così ampio e multidisciplinare, quanto è importante avere processi ben definiti? Come li implementi nella pratica?
L’organizzazione della struttura e l’analisi dei processi sono fondamentali per una corretta gestione. Processi chiari e strutturati sono fondamentali per garantire uniformità operativa, qualità del lavoro ed efficienza. In un’azienda come DVArea, in costante evoluzione, i processi devono essere dinamici e adattarsi ai cambiamenti interni, alle nuove opportunità tecnologiche e alle esigenze dei clienti. La loro definizione avviene attraverso un confronto continuo con la Direzione e con i responsabili dei principali processi gestionali e di business. L’obiettivo è creare una macchina organizzativa solida, ma al tempo stesso flessibile.

Come Responsabile del Sistema Gestione Qualità ti sei occupata di ottenere importanti certificazioni per l’azienda, tra cui quella di qualità e quella per la parità di genere. Cosa ha significato questo percorso e perché era importante per voi?
L’ottenimento della certificazione per la parità di genere è stato un processo quasi naturale per DVArea che da sempre promuove la cultura di equità, diversità e inclusione. È stato sufficiente analizzare lo stato di fatto, rendere espliciti gli impegni della Direzione e strutturarli in un sistema conforme alla UNI/PdR 125:2022. La certificazione è diventata un’occasione per formalizzare una strategia chiara di valorizzazione del merito e delle competenze femminili, anche in ambiti tradizionalmente a prevalenza maschile.
La certificazione per la parità di genere non è solo un documento: quali cambiamenti concreti ha portato in azienda? E cosa significa per te personalmente, come donna in un ruolo di leadership?
L’implementazione del sistema di parità ha coinvolto trasversalmente l’intera organizzazione, alimentando entusiasmo e un rinnovato senso di partecipazione. La presenza femminile nella governance ha favorito una cultura più inclusiva e una visione progettuale più articolata e multidisciplinare. Il percorso di certificazione ci ha aiutati a dare continuità alle attività formative già parte della nostra cultura aziendale strutturando un percorso di workshop tematici e di sensibilizzazione su stereotipi di genere, bias inconsci e comunicazione inclusiva. Queste attività hanno contribuito a rafforzare ulteriormente la cultura aziendale, producendo un ambiente lavorativo più equo e attrattivo, con effetti positivi sul clima organizzativo, sulla fidelizzazione del personale e sulla reputazione aziendale.
Per me, come donna ingegnere in un ruolo di leadership, è stato un ulteriore stimolo a promuovere un ambiente dove il talento non ha genere, e dove ognuno può esprimersi senza barriere.
Se dovessi riassumere l’impatto della tua Direzione, qual è il valore aggiunto che la funzione produzione apporta all’azienda nel suo complesso e come misurate concretamente questo valore? Quali feedback ricevete dai clienti che confermano questo impatto?
La Direzione di Produzione rappresenta il punto di equilibrio tra le esigenze interne e le aspettative esterne. Il valore aggiunto è la capacità di trasformare l’organizzazione in un sistema coordinato, dove ogni progetto viene gestito con metodo, responsabilità e visione comune.
Misuriamo questo valore attraverso diversi indicatori, sia qualitativi che quantitativi: il rispetto delle tempistiche, la qualità tecnica degli output, la performance economica delle commesse e il livello di soddisfazione dei team.
Importante è anche la voce dei clienti, che spesso ci riconoscono affidabilità, capacità organizzativa e coerenza nel mantenere gli impegni. Il feedback più significativo è quando scelgono di tornare da noi o di affidarci incarichi sempre più complessi: è la conferma migliore che il sistema funziona.
Qual è la tua visione per i prossimi anni in termini di evoluzione dei processi, adozione di nuove tecnologie o strutturazione del team di produzione?
La mia visione per i prossimi anni è quella di una DVArea sempre più orientata alla standardizzazione intelligente dei processi, all’integrazione delle tecnologie digitali e alla crescita delle competenze interne.
Credo in una struttura di produzione capace di anticipare le esigenze del mercato, di implementare strumenti che migliorino l’efficienza e la qualità, e di valorizzare i talenti attraverso percorsi di crescita chiari e misurabili.
L’obiettivo è rendere la nostra organizzazione sempre più solida, resiliente e capace di affrontare contesti complessi, mantenendo al centro le persone e la qualità del lavoro.
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